Il ricco e vario territorio della Valnestore trae il suo nome dal fiume Nestore, che nasce sulle colline tra Piegaro e Monteleone di Orvieto, scorre da ovest a est e si getta infine nel Tevere vicino a Marsciano.

 

La caratteristica principale del paesaggio sono le dolci colline coperte di boschi, a cui si alternano piccoli centri abitati di antica origine e campi coltivati.

 

In un tempo lontano, circa 2 milioni di anni fa, nel cuore di questo territorio le acque del fiume avevano creato un grande bacino palustre, intorno al quale prosperava una ricca foresta popolata di animali. Poi la palude si prosciugò, creando un ampio e fertile bacino.

 

Le prime tracce della presenza dell’uomo risalgono all’età del Ferro, quando vennero costruite alcune fortificazioni sulla cima delle colline (la meglio conservata si trova in loc. Città di Fallera), e in epoca etrusca e romana il territorio venne utilizzato per l’agricoltura.

 

Nel medioevo sorsero la maggior parte dei borghi ancora oggi esistenti, che conservano suggestive tracce del passato: tra i principali si possono citare Piegaro, Panicale, Paciano, Castiglion Fosco, Greppolischieto, Gaiche, Mongiovino Vecchio. Nello stesso periodo inoltre fiorirono insediamenti religiosi di grande importanza, come l’insediamento di Ierna e l’Abbazia dei Sette Frati a Pietrafitta.

 

Nel XVI secolo si ebbe poi una fase molto vitale per la storia e l’arte nel territorio, grazie alla presenza della potente famiglia dei Della Corgna a cui si legarono molti importanti artisti, le cui opere si possono ammirare in luoghi di grande suggestione come l'Abbazia dei Sette Frati a Pietrafitta ed il Santuario della Madonna di Mongiovino a Mongiovino di Panicale. 


 

Una interessante e originale caratteristica del territorio della Valnestore è infine il suo legame con la storia della produzione preindustriale e industriale. Già nel XIV secolo, infatti, il borgo di Piegaro era celebre per la produzione di vetro. Questa attività proseguì attraverso i secoli, tra alti e bassi e nel XIX secolo tutte le vetrerie di Piegaro vennero acquisite dalla famiglia Misciattelli di Montegiove.

 

Nel XX secolo la scoperta del ricco giacimento di lignite di Pietrafitta rappresentò un notevole incentivo per lo sviluppo industriale dell’area: oltre che per l’alimentazione delle fornaci da vetro, infatti, il prezioso combustibile venne utilizzato per la produzione di energia elettrica, con un impianto costruito nelle immediate adiacenze delle cave.

 

Oggi le testimonianze di questa complessa storia industriale sono riflesse nel territorio. A Piegaro è infatti possibile visitare l’edificio dell’antica vetreria (Museo del Vetro), mentre a Pietrafitta, nei pressi della moderna centrale elettrica, oggi alimentata a gas, è possibile vedere le imponenti macchine per l’estrazione della lignite e soprattutto il Museo Paleontologico L. Boldrini, che conserva una grande quantità di fossili di animali rinvenuti durante l’estrazione del combustibile.